lunedì 31 ottobre 2011

È un brivido - la sfilata dei Krampus in Alto Adige

Per chi vive in Alto Adige – Südtirol la tradizione die Krampus la sera del 5 dicembre è molto conosciuta: giovani traverstiti da diavoli, con maschere, corna, che indossano di pelli di capra, portano campanacci e sonagli attaccati al collo o alla cintura, spaventano bambini e adulti e seguono il corteo di San Nicolò. Si tratta un fenomeno caratteristico di tutto l’arco alpino orientale e diffuso nei paesi del centro e dell’Est Europa. Negli ultimi anni si sono moltiplicate le iniziative in cui i Krampus sono i protagonisti principali: sono nate associazioni, sono state promosse manifestazioni, ma soprattutto le sfilate dei Krampus per le vie dei paesi austro-tirolesi la notte tra il 5 e il 6 dicembre sono diventate un appuntamento anche per i turisti. I Krampus provengono da paesi e cittadine alpini: ragazzi e ragazze si travestono da “simboli del male”, indossano spaventose maschere, intagliate nel legno o costruite in cartapesta (possono pesare fino a 30 Kg), antiche e più recenti, e sfilano per le strade, “facendo paura” alla gente, soprattutto a ragazzine e ragazzini, minacciando di rapirli, di punire quelli che sono stati cattivi, insomma impersonificano gli aspetti più oscuri del mondo della natura e di quello abitato dall’uomo. Molti sono gli studi sui Krampus e diverse sono le interpretazioni.
Nell’area di Tarvisio al confine con la Carinzia, ad esempio, ricostruiscono così la storia più antica dei Krampus: “Il 5 dicembre (le nonas decembris) fauno luperco, mezzo uomo e mezzo caprone, non potendo più far danni per tutto l’inverno nelle campagne morte, faceva irruzione per l’ultima volta nei villaggi antichi prima di ritirarsi nelle selve. Quel giorno, per esorcizzare il dio-caprone avevano inizio i faunalia: i sacerdoti del dio fauno sacrificavano delle capre, si rivestivano con le loro pelli e con i coltelli ancora insanguinati toccavano minacciosi la fronte dei ragazzi del villaggio che reagivano alla paura ridendo. Per loro si trattava di un rito di iniziazione, di passaggio all’età adulta attraverso una prova di coraggio”. Oggi a Tarvisio sfilano oltre cento Krampus la notte del 5 dicembre e terrorizzano i ragazzini, anche senza i coltelli insanguinati; solo alcuni riescono a superare la prova di coraggio sbeffeggiando le spaventose maschere. L’anno successivo tra i Krampus che sfileranno per le strade del paese e che spaventeranno i passanti ci sarà posto anche per i giovani che hanno già superato la “prova di coraggio”. Alle origini della tradizione dei Krampus, i sacerdoti di fauno, coperti di pelli di capra, inseguivano con le fruste soprattutto le giovani donne, le future spose, in un rito che propiziava la fecondità. I faunalia duravano fino al 13 dicembre, che fino alla diffusione del calendario gregoriano, era il girono del solstizio d’inverno. Il mondo cristiano decise di festeggiare in quel giorno Santa Lucia; in nome della santa vennero distribuiti doni ai bambini e alle bambine (così come avveniva per Santa Caterina , il 25 novembre, e Sant’Andrea il 30 novembre, Ognissanti e Gesù Bambino). Il culto di Santa Lucia proveniva da Venezia e sempre dalla città laguanare erano giunte fino alle Alpi del Tarvisiano le tradizioni legate a San Nicolò, che portava doni a tutti.
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